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Il S.A.F. – Sindacato Autonomo dei Finanzieri in audizione alla Commissione Difesa del Senato: Con questo Disegno Legge l’azione sindacale è una chimera.

saf commissione difesa

Libertà sindacale personale militare: audizione informale in Commissione Difesa

In mattinata l’Ufficio di Presidenza della Commissione Difesa, in relazione al disegno di legge n. 1893, già approvato dalla Camera dei deputati, recante norme sull’esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare, ha svolto l’audizione dei sindacati del personale della Guardia di Finanza.

Il S.A.F. – Sindacato Autonomo dei Finanzieri è intervenuto con il Segretario Aggiunto Mauro Roccoli, il quale ha illustrato, in breve, la relazione presentata in Commissione Difesa, per quanto riguarda il Disegno di Legge in esame.

In Commissione è stato, anche, consegnato un documento congiunto con le altre Associazioni Sindacali dei finanzieri SILF, SINAFI e USIF. (clicca qui per il documento consegnato al Senato)

Il Segretario Aggiunto Mauro Roccoli, dopo aver rammentato il tempo trascorso dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 120/2018, ha sottolineato la necessità di un vero processo di democratizzazione e di eliminare la disparità di trattamento tra le Forze di polizia a ordinamento militare rispetto a quelle civili, evidenziando le specificità della Guardia di Finanza  confermata dalla decisione assunta dal Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS), sul reclamo n. 140/2016, per nulla considerata  nel disegno di legge.

Le richieste  del S.AF. – Sindacato Autonomo dei Finanzieri

Premettendo la necessità di  riformulare nella sua interezza il Disegno di Legge, è stata proposta la  revisione di almeno tre articoli, quale condizione minima per l’esercizio dell’azione sindacale.

  1. la rappresentatività delle associazioni sindacali  (il loro riconoscimento) prevista al raggiungimento di un numero di iscritti proporzionale alla forza effettiva anziché al dato associativo, contrariamente a quanto previsto per il pubblico impiego e per le Forze di Polizia ad ordinamento civile;
  2. la Giurisdizione nelle controversie sindacali che il DDL devolve  al giudice amministrativo, anziché al giudice del lavoro come per qualsiasi lavoratore italiano (compreso le Forze di Polizia a ordinamento civile);
  3. la tutela e diritti che, nella formulazione del DDL, contiene disposizioni che comprimono l’azione sindacale dei militari aventi cariche elettive, attraverso la prospettiva di possibili azioni disciplinari nei loro confronti o inopportune limitazioni di eleggibilità in relazione a stati di sospensione dall’impiego, condanne per delitti non colposi, sanzioni disciplinari di stato o imputazione in procedimenti penali per delitti non colposi, o ancora a trasferimenti per una non  definita incompatibilità ambientale o attribuzioni specifiche di servizio;

Le battute finali

Il Segretario Mauro Roccoli ha concluso l’intervento chiedendo alla Commissione una vostra seria riflessione.

Queste le sue parole finali:

E’ questa la Legge che volete per i militari? E’ questa l’idea di libertà costituzionale?
Noi crediamo, al di là dello status militis, che questa legge non consenta, allo stato l’agibilità sindacale.
Auspichiamo, quindi, che siano apportate quanto meno le modifiche riportate nel documento consegnato a codesta Commissione. La rappresentatività, la giurisdizione del Giudice del lavoro e la rimozione dei vincoli delle disposizioni di legge che limitano la tutela e i diritti dei dirigenti sindacali, sono da considerarsi le condizioni minime per l’esercizio dell’azione sindacale, senza le quali la stessa non è altro che una chimera!

Il Segretario Provinciale Genova

      Fabio Perrotta

Posted in Editoriale

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1 commento

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